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Asseverazione Business Plan

Asseverazione di Business Plan

Asseverazione di Business Plan - REVIS    Società di revisione

In base a quanto stabilito dall’art. 183, comma 9 D.lgs 50/16, chi presenta il progetto deve presentare alle amministrazioni aggiudicatrici, oltre alla proposta relativa alla realizzazione di lavori pubblici, anche l’asseverazione del business plan.

L'asseverazione attesta, nell'ambito di operatività del Project Financing, la coerenza economico-finanziaria di un business plan, le condizioni per l'equilibrio economico, la capacità del project di essere sostenibile finanziariamente.

Il controllo di gestione, la contabilità industriale, l’analisi di bilancio, la pianificazione e l’organizzazione aziendale sono elementi che spesso determinano la differenza nella capacita dell’impresa di proporsi in modo competitivo su mercati sempre più complessi.

 

Il servizio che la Revis offre si focalizza essenzialmente nella:

 
  • Diagnosi aziendale (analisi di bilancio, indici e flussi, analisi del profilo strategico, diagnosi organizzative, organizzazione del lavoro)
  • Progettazione di sistemi di pianificazione e controllo di gestione
  • Revisione delle procedure e dei sistemi di controllo interno
  • Analisi della struttura organizzativa dell’impresa
  • Analisi strategiche e business plan aziendali
 

Il piano economico-finanziario (PEF) di un business plan, di cui è richiesta l’asseverazione PEF per la partecipazione a gare, si può descrivere come la sintesi  “tecnica” di tutte le informazioni che sono state esplicitate nella parte descrittiva dello stesso business plan.

 

Nel piano economico-finanziario viene verificata la coerenza numerica di tutti i dati forniti: investimenti, finanziamenti, ricavi, costi, entrate e uscite monetarie e altro.Tutte queste informazione devono essere contenute nei cosiddetti bilanci previsionali, che sintetizzano le proiezioni future del progetto o dell’attività d’impresa che dovrà essere avviata.

 

Il piano economico-finanziario e la successiva asseverazione del business plan servono quindi per due cose molto importanti:

 

 

1) verificare la fattibilità economica e finanziaria di un’idea di business. Infatti verificare la fattibilità economica e finanziaria di un business, significa studiare se il progetto stesso è redditizio o meno nel lungo periodo, che va da un minimo di tre-cinque anni.

 

 

2) effettuare il controllo della gestione nel suo complesso. Il business plan è un vero e proprio strumento di guida, un mezzo di orientamento per l’imprenditore, in cui vengono racchiusi: gli obiettivi dell’azienda, le strategie che si vogliono utilizzare per conseguirli, i piani strategici, e in cui vengono predisposti i bilanci di previsione, viene analizzata la struttura finanziaria e l’andamento dei ricavi nel medio-lungo termine.

 

Ai sensi dell’art. 183, comma 9, del D.Lgs. 50/2016 (Codice dei contratti), l’asseverazione del piano economico finanziario può essere rilasciata dalle società di revisione iscritte  ai sensi dell’articolo 1 del decreto legislativo 23novembre 1939, n. 1966

 

 

La redazione di un business plan, che necessiterà poi di un’asseverazione bancaria che comprende lo studio di fattibilità ed il piano economico-finanziario, costituisce una fase di fondamentale importanza nel percorso di realizzazione di un qualsiasi progetto. 

 

L’amministrazione appaltante ha infatti la necessità, per poter effettuare un’adeguata valutazione del mercato nel quale il progetto si verrà ad inserire, di capire se ci sono delle reali esigenze nel territorio dove il progetto andrà a svilupparsi e quali sono le possibilità di auto sostentamento economico dello stesso.

 

Per questo la presentazione del progetto andrà integrata con l’asseverazione bancaria che ne dimostrerà la reale fattibilità dal punto di vista finanziario e progettuale.

 

Il privato che intende partecipare alla gara avrà invece la necessità di conoscere quale potrà essere la redditività del suo progetto in funzione alla tipologia proposta dalla gara d’appalto o, al contrario, dovrà studiare attentamente il mercato per decidere poi quale tipologia di progetto realizzare, prima ancora di procede alla richiesta di asseverazione di business plan.

 

In alcuni casi, inoltre, come per le concessioni di lavori o per il project financing, la produzione di uno studio di fattibilità e di un piano economico-finanziario non solo sono obbligatori, ma costituiscono elementi di fondamentale importanza nella valutazione della proposta del concorrente alla gara e necessiteranno quindi anch’essi di un’asseverazione di business plan o di project financing.

 

Come anticipato in precedenza spesso la pubblica amministrazione si avvale dell’asseverazione bancaria per determinare la correttezza dell’operazione nel suo complesso, l’asseverazione di business plan è la certificazione che i conteggi siano stati eseguiti correttamente e che il risultato finale, dati per buoni gli input iniziali, sia formalmente corretto.

 

Il rilascio dell’asseverazione di business plan è quindi finalizzato:

 
  • a verificare la fattibilità del piano strategico;
 
  • alla presentazione di proposte a norma dell’art. 37-bis della Legge 109/94 come modificata dalla Legge 415/98 (Merloni ter), che richiedono l’asseverazione di business plan;
 
  • alla partecipazione a gare, qualora il bando preveda la predisposizione di un piano economico finanziario asseverato da una banca o da un istituto finanziario.
 

 

 

Il project  financing (Finanza di Progetto) è una tipologia di finanziamento che sta prendendo sempre più piede e ormai costituisce la più concreta forma di collaborazione tra pubblico e privato, con l’inserimento però di una ‘clausola’ determinante: la presentazione, insieme al progetto, anche di un’asseverazione per project financing rilasciata da una società di revisione. 

Può pregiudicare negativamente l'esito della gara di project financing una asseverazione di business plan rilasciata dalle società di servizi (ex. art. 106 D.lgs 385/93) non costituita da un istituto di credito. L'articolo 183, comma 9 del Dlgs 50/16 (codice degli appalti) dispone infatti che "Le offerte devono contenere [...] un piano economico finanziario asseverato da un istituto di credito o da società di servizi costituite dall'istituto di credito stesso ed iscritte nell'elenco generale degli intermediari finanziari, ai sensi dell'articolo 106 del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385". 

 

Dunque, i soggetti abilitati al rilascio dell'asseverazione del piano economico sono esclusivamente: 

 

  • Gli Istituti di credito;
  • Le società di revisione iscritte nell'elenco del ministero ai sensi dell'art. 1 legge 23 novembre 1939 n. 1966;
  • Le società di servizi ai sensi dell'art. 106 D.lgs 385/93 costituite da un istituto di credito;

 

 

Il project financing è in sostanza un processo di finanziamento di un progetto imprenditoriale avviato da un privato su un determinato bene di proprietà di un ente pubblico (parcheggi, impianti sportivi, cimiteri, asili, ospedali ecc.) . L’idea che c’è alla base è quella di far prima costruire e poi gestire al privato l’opera pubblica, che ne recupererà il costo per poi cederla nuovamente all’ente pubblico alla fine del periodo di gestione.

 

Elemento decisivo che la legge impone a chi si fa promotore, è quello di dotarsi di un’asseverazione di project financing rilasciata da un istituto bancario o da una società di revisione che testimoni l’attendibilità e la serietà dell’iniziativa, soprattutto dal punto di vista della capacità di gestione.

 

Infatti se il progetto proposto dovesse rivelarsi fallimentare, l’amministrazione proprietaria rischierebbe di perdere sia il bene che il servizio che una gestione seria avrebbe potuto offrire. É proprio per questo che l’asseverazione di project financing assume un carattere determinante.

 

L’asseverazione del project financing si baserà quindi sull’analisi dell’equilibrio economico-finanziario del progetto d’investimento, e determinerà la concretezza e la validità della struttura di finanziamento per la realizzazione del progetto stesso.

 

Il codice degli appalti 50/2016 prevede che “i promotori del progetto possono presentare alle amministrazioni aggiudicatrici proposte relative alla realizzazione di lavori pubblici o di lavori di pubblica utilità. Le proposte devono contenere uno studio di inquadramento territoriale e ambientale, uno studio di fattibilità, un progetto preliminare, una bozza di convenzione, l’asseverazione del piano economico-finanziario rilasciata da parte di una società di revisione".